La ricostruzione tra arte, cultura e tradizioni

Il Forte Spagnolo aquilano

formidabile edificio difensivo, il forte spagnolo realizzato nel cinquecento non fu mai messo alla prova. Utilizzato come residenza del governatore, nel dopoguerra è stato restaurato e oggi ospita il Museo Nazionale d'Abruzzo

All’Aquila la storia si respira ovunque, tra i mattoni di pietra dei palazzi come nella brezza tra i vicoli. Uno dei luoghi più suggestivi è il Forte Spagnolo, conosciuto anche come Castello Cinquecentesco, una poderosa fortezza costruita dagli spagnoli all’inizio del Cinquecento. A quel tempo gli iberici si erano impadroniti del Sud Italia ma dovettero fronteggiare un’insurrezione filofrancese soffocata nel sangue. Per scoraggiare ulteriori tumulti, decisero di erigere il forte.

Il viceré del Regno di Napoli chiamò i migliori architetti dalla Spagna per erigere l’opera all’angolo nord-est della città. Per farle posto fu raso al suolo un intero quartiere e per costruire i cannoni difensivi vennero fuse le campane cittadine. Nonostante i lavori fossero iniziati a ritmo spedito, rallentarono a causa delle mutate condizioni politiche fino a bloccarsi del tutto nel 1567. Il Forte rimase per sempre incompleto e fu utilizzato come residenza del governatore spagnolo.

Ciononostante è un’opera impressionante: un quadrilatero di centotrenta metri di lato circondato da un fossato, con agli angoli quattro massicci bastioni a prova di cannone. Nei sotterranei, dove restano tracce delle vecchie carceri, il clima particolare ha favorito la mummificazione spontanea di centinaia di cadaveri poi seppelliti nel cimitero urbano. Dichiarato monumento nazionale nel 1902, nel 1951 venne restaurato e oggi è sede del Museo Nazionale d'Abruzzo. Fu danneggiato dal sisma del 2009.

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