La ricostruzione tra arte, cultura e tradizioni

Il FAI di Primavera 2019 a L'Aquila

L'Aquila è grintosa e pronta a rinascere: lentamente ma costantemente alza la testa e prende parte a molte iniziative come quella del FAI di Primavera, che anche in questo 2019 ha accompagnato tutti alla scoperta delle sue peculiarità

Una rinascita lenta ma costante a dieci anni dal disastroso sisma: così nella prima domenica di primavera si è assistito ad un ritorno massiccio degli abitanti e dei visitatori nel centro storico, per passeggiare, per incontrare amici, per starsene semplicemente al caldo del sole, che finalmente s’è fatto vedere: dal Castello alla villa Comunale, vasca dopo vasca”. 

In più c’erano da celebrare le giornate del Fai di Primavera che all’Aquila non significa riaprire luoghi della memoria ma riappropriarsi di edifici che erano stati distrutti dal sisma e che sono ritornati nella piega godibilità: il Parco di Collemaggio, l’Anfiteatro Pepper, alla Villa Comunale, con il Palazzo dell’Emiciclo Grande affollamento anche alla Riviera, con gli studenti della Scuola "Mazzini”, nella veste di perfetti ciceroni, a raccontare la storia ma anche l’opera di restauro finanziata proprio dal FAI. Gli studenti, tra l’altro erano anche sollecitati dalla concomitanza con il progetto d’istituto "L’Amo Quindi LA vivo”, che vuole ricordare il decennale del terremoto.

Un vero viaggio alla scoperta del territorio accarezzati dalla brezza della primavera. Questo e molto altro è vivibile ancora oggi a L'Aquila, una città che lentamente ma costantemente sta rinascendo.


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