Eventi e Sagre

Il cibo di Quaresima a L'Aquila

Un piatto tipico della Quaresima aquilana? Il baccalà o le aringhe. Un'eccellenza di gusto che si tramanda di generazione in generazione

Fa parte della tradizione. Insospettabilmente per una città che vive lontano dal mare: nell’intero Appennino si cercava di mangiare pesce, in particolar modo il baccalà che si poteva facilmente conservare per molto tempo. E L’Aquila non faceva certo eccezione con delle ricette tipiche molto appetibili. 

Perché si mangiava pesce a L'Aquila? 

Era l’apporto unico di omega 3, di proteine nobili e grassi sani. E gli abruzzesi lo sapevano, lo sentivano a pelle, in barba ai dietologi di oggi. Il baccalà, allora, era un piatto tipico della festa grande ed arrivava dalla costa insieme ad altro pesce come le aringhe che si potevano salare ma che non rappresentavano l’eccellenza. La tradizione del baccalà a L’Aquila parla di portate calde, molto calde e tra le variazioni c’è quella al ginepro o pure allo zafferano. C’è chi lo prepara insieme alle patate ma pur sempre squisito. Ed insolito. Tra l’altro con l’”entrata” della Quaresima una volta il baccalà, ma anche lo stoccafisso, era molto consumato in quanto, con una disposizione che arrivò direttamente dal Concilio di Trento, fu dichiarato "cibo da Quaresima”.

Una tradizione unica nel suo genere, capace di regalare un momento di gusto e festa a quanti desiderano viverla secondo la migliore tradizione aquilana.


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