Il Gran Sasso e il territorio

L'anfiteatro romano di Amiternum (L'Aquila)

Situato nell'antica città di Amiternum, nucleo fondante dell'attuale città di L'Aquila, l'anfiteatro romano rappresenta un monumento nazionale della storia antica non solo dell'Abruzzo ma di tutta l'Italia

A pochi passi da L’Aquila, nel cuore del nucleo fondante del capoluogo abruzzese, è possibile imbattersi nella città sabina di Amiternum, un complesso abitativo di epoca romana situato nei pressi dell’abitato di San Vittorino nel territorio comunale aquilano.

Qui è possibile scorgere l’antico anfiteatro, già dal 1902 monumento nazionale da tutelare e proteggere, edificato nel corso del I secolo d.C. all’estremità meridionale della città, lontano da quello che era il cuore pulsante della vita pubblica: il foro.

L’anfiteatro romano aquilano

Dalla capienza elevata (si stima, infatti, che fosse possibile ospitare circa 6.000 persone al suo interno), l’anfiteatro di L’Aquila si presentava molto ampio, con una cavea di diametri 68 e 53 metri e una fila di 48 arcate che sorreggevano le gratinate oggi completamente distrutte.

Rinnovato in epoche successive il monumento è stato abbandonato, a sua volta, dopo l’abbandono di Amiternum: l’anfiteatro è man mano stato sepolto dal passare del tempo ad eccezione della cavea che è sempre rimasta in superficie come testimoniato anche dal suo stato di conservazione. Il complesso monumentale è finalmente tornato alla luce nel 1880 mentre i lavori di consolidamento e restauro conservativo si sono avuti nel 1996 e hanno permesso di godere di questa grande testimonianza storica del passato.

Della struttura originaria, infatti, oggi si conserva il corridoio più esterno con i mattoncini sagomati e la struttura propria della cavea con muratura a secco e rivestimento in laterizio. L’ingresso dei visitatori del sito avviene attraverso la Porta Triumphalis, vero e proprio "ingresso trionfale” all’anfiteatro.

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