Il Gran Sasso e il territorio

Gran Sasso d'Italia - Italo Acconcia: il nuovo stadio aquilano

E’ stato realizzato senza pensarci, sull’onda della ricostruzione, manco fosse stato già funzionante. E dire che lo stadio "Gran Sasso d’Italia - Italo Acconcia” nemmeno c’era prima del sisma, se non per un campo sportivo mai terminato e poco utilizzato. Al termine dei lavori s’è visto che quell’impianto era "lo stadio che avrebbe cambiato il calcio”. A L’Aquila di sicuro: da quel momento la squadra rossoblù poteva sciogliere l’ingombrante convivenza con quella di rugby, due sport molto diversi, che si creavano problemi e qualche frizione a vicenda. In quest’anno di funzionamento sullo stadio "Gran Sasso d’Italia – Italo Acconcia”, si sono riversate le ambizioni, e le voglie, dei supporter calcistici, che vi vedono il loro futuro anche se abbandonare il vecchio "Fattori” non è stato facile, al di là delle dichiarazioni. 

La festa organizzata sul quel campo, su quelle tribune, è stata struggente. Ma la commozione è durata solo una notte: il giorno dopo c’era da "occupare” uno stadio nuovo, realizzato con le più grandi istanze avveniristiche, senza nessuna barriera architettonica e senza divisori, come si può vedere solo a Udine e allo Stadium di Torino. E poi i due impianti quasi si vedono, cosa che fa piacere a tutti gli sportivi aquilani, ai quali basta arrivare nel quartiere dell’Acquasanta per una vista d’insieme. Il sisma, in questo caso ha dato innegabilmente una mano, in quanto ha fornito possibilità economiche per una divisione tra le due discipline e per la creazione di uno stadio che sembra solo il primo passo per un rilancio sia del calcio che del rugby aquilani.

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